Come mantenere un disco intervertebrale sano

Il disco intervertebrale  è riccamente innervato soprattutto nella sua parte posteriore e la sua stimolazione è una delle fonti più potenti di dolore lombare. Di una particolare tipologia di dolore, detta dolore nocicettivo. I nostri dischi intervertebrali sono 23 e sono posizionati fra vertebra e vertebra  come degli ammortizzatori. Ed in effetti una delle  funzioni del disco è proprio quella , ammortizzare il carico che in primis è dato dal nostro peso corporeo. Il disco, in breve è composto da una parte periferica fibrosa a forma di anello, detto appunto anello fibroso, e una parte centrale più acquosa detta nucleo polposo. La parte fibrosa ha il ruolo di mantenere il liquido  all’interno del disco.

Il nostro peso, il mantenimento della posizione eretta per molto tempo, le posizioni fisse nonché l’età tendono a far disidratare il disco intervertebrale facendogli perdere il suo  ruolo di ammortizzatore. Chiaramente questa situazione è reversibile ma soprattutto col passare degli anni il disco può perdere la sua idrofilia, e cominciare a lesionarsi fissurandosi riducendo così il suo contenuto acquoso. Si entra in quella condizione chiamata discopatia. Il disco alla lunga si assottiglia avvicinando i piatti vertebrali e riducendo così gli spazi dei forami intervertebrali ove passano i nervi spinali, ossia i fili elettrici che danno sensibilità, movimento al nostro corpo. Naturalmente lo schiacciamento di tali strutture non è gradito al nostro corpo che reagisce provocando dolore anche forte.

Un buon modo per ridurre la pressione a livello del disco intervertebrale è quello di mantenere alcune posizioni decompressive:

In questo video ne potrete imparare una da rifare immediatamente anche a casa.

Naturalmente in caso di lombalgia la prima cosa da fare è individuare la causa del dolore (ce ne sono veramente molte) per cui si rende necessaria una valutazione medica e fisioterapica prima di procedere.

Buona visione:

S. Molinelli

https://www.youtube.com/watch?v=SktcpIgR4Ug

La cefalea cervicogenica

La cefalea cervicogenica (CH Cervicogenic headache) viene definita dalla classificazione internazionale come un dolore alla testa causato da un disturbo del rachide cervicale che solitamente è accompagnato da dolore e rigidità a livello della regione del collo.

Questo disturbo è molto comune e gli studi ci dicono che è presente in percentuali che variano  fra lo 0,4% e il 20 %  in pazienti cefalalgici con punte del 53% in persone che hanno subito un colpo di frusta. ([i][ii])

Le tipologie di cefalea riconosciute dall’international Headeche Society sono ben quattordici e ognuna di esse ha due o più sottoclassi. Possiamo distinguere le cefalee primarie fra cui fanno parte ad esempio la cefalea tensiva quella a grappolo oppure l’emicrania , dalle secondarie fra cui fa parte anche la cefalea cervicogenica.

I ricercatori hanno scoperto che il dolore nella cefalea cervicogenica ( e non solo quella) sembra scaturire dalla convergenza di afferenze nocicettive (ndr: informazioni dolore che vanno dalla periferia al sistema nervoso centrale) provenienti dai primi tre segmenti vertebrali e dal nucleo trigeminale. discendente([iii]).

Presentazione clinica

La cefalea cervicogenica generalmente è più presente nella donna che nell’uomo con un rapporto di 4 a 1 e presenta la seguente  serie caratteristica di sintomi:

-Dolore alla testa unilaterale senza cambio di lato.

-Dolore alla testa seguente o concomitante al dolore al collo

-Riduzione della mobilità del collo

-Dolore che insorge in seguito a posizioni  mantenute del collo

-Dolore esacerbato dalla pressione sulla regione occipitale o sulla zona postero laterale del collo (sempre la stessa parte)

Il dolore dalla base del collo o dall’occipite può irradiare in zona oculare o frontale.

Il dolore è solitamente episodico, di durata variabile,fluttuante.

L’esordio del dolore è correlato o un dolore o una rigidità della cervicale che solitamente è precedente alla cefalea.[iv]

La presenza di questa sintomatologia depone per la presenza di questo tipo di cefalea anche se è necessaria una accurata anamnesi e valutazione per escludere la presenza di patologie molto più gravi come ad esempio l’aneurisma dissecante della carotide interna,la meningite, la nevralgia occipitale e altre patologie altrettanto gravi.

Per cui in caso di cefalea soprattutto se di esordio improvviso ,se tende a peggiorare nel tempo, se è associata a febbre o collo rigido oppure se avviene in seguito a trauma cranico e opportuna una valutazione del vostro medico di fiducia per un corretto inquadramento diagnostico  e subito dopo, nel caso di una cefalea cervicogenica,  del vostro fisioterapista e osteopata di fiducia che sicuramente potrà aiutarvi molto. Molti studi mostrano infatti che l’esercizio terapeutico svolto dal fisioterapista possa ridurre nettamente sia il dolore al collo che la frequenza degli attacchi ([v]) e alcuni di questi esercizi, una volta imparati, sono  facilmente e ripetibili anche a casa in maniera autonoma  in modo da mantenere più a lungo i benefici ottenuti dalla seduta con il terapista.([vi])

Per cui non rassegnatevi al “ mal di testa” e visto che tale tipo di cefalea è molto presente è più che probabile che questi professionisti della salute possano aiutarvi molto di più di quanto non crediate.


[i] Headache classification comitee of the International headache society. The International classification of headache disorders 3 edt. Cephalagia.2013;33(9):629-808

[ii] Dunning J. Butts R. Mourad F. Upper cervical and thoracic manipulation versus mobilization and exercise in patients with cervicogenic headache , A multi center randomized clinical trial.BMC Muscoloskeletal Disorders2016;17:64

[iii] Bogduck N,Govind J.Cervicogenic Headache : an assessment of the evidence on clinical diagnosis ,invasibe tests,and treatment .Lancet Neurol 2009;8:959-68

[iv] Hall T, Chan Ht, Christensen L. Efficacy of C1 C2 self sustained aphophyseal glide (SNAG)  in the managmente of  cervicogenic headache. J Orthop Sports Phys Therap 2007;37(3):100-7

[v] Jull G,Trott P et al. A randomized controlled trial of exercise and manipultaive therapy for cervicogenic headache. Cephalalgia 2005;25:101-8

[vi]  Molinelli S. La prevenzione dei disturbi muscolo scheletrici. ED. Jolly Roger.2018